Pierfrancesco Favino è Sergio Marchionne nella prima immagine di «Falcon», il film di Marco Bellocchio sul manager scomparso nel 2018. La foto è stata diffusa da Rai Cinema International Distribution mentre il film si presenta ai compratori all’American Film Market. Le riprese sono in corso a Torino.
La storia: la Fiat del 2004 e un manager che la salva
Il film parte dal 2004, quando la Fiat è vicina al collasso e Marchionne ne prende la guida. Secondo la sinossi ufficiale, licenzia i vertici aziendali, insegna a guidare a John Elkann, giovane erede della famiglia Agnelli, e porta il gruppo negli Stati Uniti, in competizione con General Motors e Chrysler, evitando il fallimento.
La storia è raccontata come un thriller finanziario, ma il racconto non nasconde il costo di quel successo. Marchionne è descritto come un vincitore tragico, isolato e consumato dalla macchina industriale che ha salvato.
Il cast e chi c’è dietro il film
Favino, visto in «Il traditore», «Maria» e «Rush», interpreta Marchionne. Louis Garrel è John Elkann. Nel cast ci sono anche Benedetta Cimatti e Barbara Ronchi, con la partecipazione di Valeria Bruni Tedeschi.
La sceneggiatura è di Bellocchio con Ludovica Rampoldi, Andrea Di Stefano e Stefano Rulli, con la partecipazione di Oliviero Del Papa. La fotografia è di Matteo Cocco, alla sua prima collaborazione con Bellocchio. Il montaggio è di Francesca Calvelli, che ha lavorato con il regista su «Il traditore», «Esterno notte» e «Rapito». La scenografia è di Andrea Castorina e i costumi sono di Daria Calvelli.
Le riprese si svolgono nello storico stabilimento di Mirafiori, a Torino, in un edificio in ristrutturazione, con la collaborazione di STLA Europe. La foto ufficiale è di Riccardo Ghilardi.
Quando esce
Non è stata annunciata una data di uscita. In Italia il film sarà distribuito da 01 Distribution, mentre le vendite internazionali sono affidate a Rai Cinema International Distribution, che aveva annunciato l’accordo il mese scorso.
Riuscirà Bellocchio a filmare i bilanci?
Come farà Bellocchio a rendere cinema una storia fatta di acquisizioni, trattative e piani industriali? Ce lo chiediamo davvero. Noi scommettiamo che il film funzionerà proprio dove i dati finiscono: sul rapporto tra Marchionne ed Elkann e sulla solitudine di chi comanda, che la sinossi mette al centro. Favino ha già dimostrato con «Il traditore» di sapersi trasformare in un personaggio reale senza farne un santino, e questo conta più della somiglianza. Il rischio, secondo noi, è un film troppo rispettoso. Se Bellocchio troverà il coraggio di mostrare anche i costi umani del successo, potremmo trovarci davanti a uno dei suoi titoli più discussi.


