Il primo trailer di «Lords of War», il sequel di «Lord of War» del 2005, mostra il ritorno di Nicolas Cage nei panni del trafficante d’armi Yuri Orlov e il suo scontro con il figlio Anton, interpretato da Bill Skarsgård. Il film uscirà il 22 gennaio 2027, come riporta Collider.
La trama: un padre e un figlio in guerra
Il film riprende la storia più di vent’anni dopo il primo capitolo, mentre Yuri Orlov deve fare i conti con le prime guerre americane in Medio Oriente. Il suo passato viene messo in pericolo da un mercenario che si rivela essere suo figlio Anton, impegnato a costruire un enorme esercito privato.
I due si contendono potere, influenza e perfino la stessa donna, fino a una battaglia che nel trailer procede verso un crescendo di violenza. Secondo la descrizione, l’ambizione e il tradimento li trasformano in rivali più che in una famiglia.
Cast e chi c’è dietro il film
Cage torna nel ruolo di Yuri Orlov, mentre Bill Skarsgård interpreta Anton, il figlio illegittimo. È la prima volta che i due recitano insieme. Tra gli interpreti c’è anche Laura Harrier, annunciata nel 2024.
Andrew Niccol, che aveva scritto e diretto il film del 2005, torna a scrivere e dirigere anche questo seguito. Il progetto era stato annunciato nel 2023 e, dopo vari cambi di programma, è stato realizzato alla fine del 2025. Il film è distribuito da Vertical.
Un finale d’anno pieno per Cage
Prima di «Lords of War», Cage ha altri due film in uscita questo mese. L'11 novembre arriva «Madden» di David O. Russell, in cui è il celebre allenatore di football, e il 20 novembre l’action «Best Pancakes in the County». Per l’Italia non è stata indicata una data di uscita.
Un sequel che chiede di dimenticare il primo
Un film di culto è davvero pronto a un seguito arrivato vent’anni dopo, con un figlio che divide la scena con Yuri? Ce lo chiediamo. Noi scommettiamo che la forza di «Lords of War» sarà proprio il confronto tra Cage e Skarsgård, più dell’armeria e dei mercenari. Il rischio è che Anton diventi la copia più giovane del padre, con gli stessi trucchi e lo stesso cinismo. La storia ha un punto di partenza solido, la guerra in Medio Oriente vista da chi la finanzia, e Niccol sa come raccontarla. Ora serve un finale che non faccia rimpiangere il primo.


